martedì 20 marzo 2012

TOULOUSE



Scritto prima del massacro di Tolosa e quindi non "aggiornato", ma cade a proposito: ovvero della tragica inutilità della Giornata della Memoria in un'Europa che, oltre a tollerare l'antisemitismo del fondamentalismo islamico, tollera il risorgere dell'antisemitismo neonazista


Proprio perché è passato del tempo uno sguardo a distanza sulla Giornata della Memoria 2012 può offrire un’immagine più chiara. Si è scritto che quest’anno la Giornata si sarebbe caratterizzata per minore retorica, più razionalità e sentimenti meno superficiali. Non si capisce bene su che basi questo possa dirsi. Le iniziative hanno continuato a moltiplicarsi esponenzialmente e già questo non è un bene. Mi ha scritto un professore che la Giornata è ormai un “must” nell’emporio di attività collaterali cui è ridotta la scuola italiana, al punto che, nell’offerta formativa di qualche insegnante è spuntata la locuzione freudiana di “Festa della Shoah”… Altri parlano di crescente disinteresse e fastidio da overdose da parte degli studenti. Si aggiunga il fatto che, dove la “Festa della Shoah” non si fa, è soprattutto per le resistenze di quegli ambienti scolastici che storcono il naso ricordando «quello che gli israeliani fanno ai palestinesi». Sono anni che ci si ripromette di fare il punto della situazione e di pensare a una gestione più oculata e mirata, ma sembra invece che si sia messo in moto un processo inarrestabile che, di anno in anno, si gonfia come una valanga, al pari dei sentimenti antisemiti di cui parlano le statistiche e tanti episodi.
C’è chi coltiva l’illusione di fare della Giornata della Memoria sempre più un’occasione per guardare al passato senza stabilire connessioni con il presente, se non nei termini del ritornello “affinché la storia non si ripeta”; soprattutto senza stabilire connessioni con le vicende di Israele. Non ci si rende conto che proprio questo è quel che vuole chi accetta la Giornata della Memoria come occasione per celebrare i soli ebrei accettabili – quelli morti – per poter liberamente parlar male degli ebrei vivi, in nome del motto “affinché gli israeliani non ripetano la storia in Palestina.
Valentina Pisanty, nel suo libro “Abusi di memoria”, stigmatizza le banalizzazioni della Shoah, ma si rifiuta di includervi l’abuso del “Se non ora quando?” di Primo Levi da parte delle “partigiane” antiberlusconiane. E anzi classifica come “sacralizzatori” della Shoah Alberto Cavaglion e il sottoscritto per aver condannato quella banalizzazione. Come se non bastasse, mi attribuisce l’identificazione della Shoah con Masada e con il mito “Scontro Eroico contro un Nemico Potente». Anche se ammette che questo non l’ho scritto da nessuna parte, ma si dedurrebbe dal mio impianto argomentativo «ricostruendo gli spazi vuoti di cui il discorso è intessuto»…
A tanto siamo. E quindi sarebbe bene rendersi conto delle nubi minacciose che si addensano in questo 2012 che rischia di essere l’anno della resa dei conti sulla questione iraniana, che non è soltanto la questione della bomba atomica della ayatollah, ma della bomba atomica in mano ai paladini del più sfrenato negazionismo  della Shoah e della cancellazione di Israele dalla carta geografica. Ma di questo pochi vogliono parlare.
Sarebbe bene rendersi conto di cosa sono gravide quelle nubi. Dati i tempi tecnici, la questione dell’atomica iraniana potrebbe precipitare proprio quest’anno in una crisi internazionale dai molteplici volti – incluso quello di un intervento militare israeliano – e con esiti imprevedibili. Se si dovessero verificare scenari del genere non ci vuole molta fantasia per immaginare quale sarà il clima della Giornata della Memoria 2013: una messa in stato di accusa. Molti rivendicano la libertà di essere ebrei senza che questo implichi sostenere acriticamente qualsiasi cosa faccia un governo israeliano. Questa protesta andrebbe rivolta a chi rende difficile questa libertà; visto che basta criticare gli insegnanti che si appuntano la stella gialla sul petto come vittime dell’“olocausto della Gelmini”, per essere accusati di sostenere il mito di Masada (senza peraltro aver nominato né Israele né Masada). Non è in questione la libertà di opinione. Se i milioni di ebrei sterminati si fossero messi a discutere tra loro, chissà quante liti… Ma oggi sull’ebraismo mondiale grava una nuova agenda di sterminio da parte di un paese dell’ONU che ribadisce impunemente il progetto di cancellare un altro paese dell’ONU in quanto abitato da ebrei. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia: questo dovrebbe essere il tema centrale di una Giornata della Memoria che miri a che la storia non si ripeta.
(Shalom, marzo 2012)

10 commenti:

Luigi Sammartino ha detto...

Di fronte a fatti come questo io perdo la voglia di ragionare.
Vorrei che questo post non rappresentasse un mero segno di solidarietá, ma di vera e propria amicizia. La conosco solo attraverso il blog e non le ho mai stretto la mano. Probabilmente l'occasione di farlo non arriverá mai purtroppo.
Anche se non credo in Dio, l'amicizia per me é una cosa sacra. Le rivolgo questo segno di amicizia con umiltá e timidezza e spero che lei lo accetti con piacere.

Sentitamente.
Luigi Sammartino.

vanni ha detto...

Si voglia accogliere o no il giudizio che ci sia qualcosa di unico nella Shoah (forse oltre: nella vicenda tutta degli ebrei nel tempo), un pesante motivo di riflessione in proposito ricorre comunque. Ciò pur avendo letto e meditato argomentazioni spassionatissime e oggettivissime espresse con grande misura e pacatezza da persone addirittura toccate nella storia e nel sangue.
Non so se questo pensiero confuso sia fuori contesto, e spero di non esser frainteso o troppo ruvido. Non ho figli, non sono ebreo. Ora di nuovo - ma già in passato purtroppo evidentemente - mi sono domandato, e non senza speranza: in altra vita e in altri panni, quali parole avrei dovuto (dovuto e basta) a mio figlio per “spiegare” il mondo? O dovrei scrivere meglio: “preparare” al mondo?

Nautilus ha detto...

Caro prof.Israel mancandomi le parole mi associo a Luigi, che le ha sapute trovare.
Mauro.

martino ha detto...

Stavo contando le ore prima che arrivassero dichiarazioni come queste: http://www.linkiesta.it/ashton-tolosa-gaza (anzi, mi ha stupito il ritardo con cui sono arrivate). Veramente cascano le braccia.

Purtroppo non è una "gaffe" come dice l'articolo ma ciò di cui parla chiaramente il professor Israel nel suo scritto.

Papik.f ha detto...

Come chissà quanti altri ho provato immenso dolore e indignazione. Come chissà quanti altri ho pensato "oggi se ce la faccio voglio passare in ghetto o davanti alla sinagoga"; dove, poi, non conosco nessuno, solo per passarci; ma poi non ci sono riuscito.
Che dire? purtroppo non credo nei "mai più", la madre di determinate categorie di persone è sempre gravida dall'inizio dei tempi e sempre lo sarà sino alla fine dei tempi.
Un po' di più credo nella giustizia umana e spero che trovino al più presto costui e che la condanna sia durissima.
Molto di più credo in un'altra Giustizia, alla quale non potrà sfuggire in alcun modo né chi compie simili azioni né chi contribuisce a montargli la testa in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo.

Giorgio Israel ha detto...

QUESTE PAROLE DELLA ASHTON TRASUDANO DI TUTTO IL FETORE DELL'EUROPA IN CUI STIAMO VIVENDO E CHE CI SI VUOLE CONVINCERE ESSERE IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI. MA COME SI PUO' SENTIRSI RAPPRESENTATI DA UN SIMILE "ALTO RAPPRESENTANTE"? NON HA DA DIRE NULLA IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? SE NON ALTRO PER DIFENDERE L'ONORE DELLA SUA AMATA EUROPA, PER CUI DOVREMMO FARE CESSIONI DI SOVRANITA' (E CHE CONSIDERA BENVENUTE LE CRISI PER INDURCI A FARLE)?

Attento ha detto...

A Tolosa dei bambini ed un uomo sono stati uccisi perché erano ebrei. Come settant'anni fa. Punto.
A Gaza quasiasi balla ci si possa inventare, non si può dire che muore perché si é palestinesi.
Non posso credere che abbia detto quella frase.
Voglio dimettermi dall'Unione Europea e vorrei abbracciare i genitori dei bambini di quella scuola.

Raffaella ha detto...

Preg.mo Professore,

Ho scoperto il suo blog solo da pochissimo tempo; spinta dallo sgomento e dall’amarezza nel constatare il livello in cui è precipitata la scuola primaria rispetto a quella di qualche decennio fa (cosa di cui non mi ero accorta prima che la frequentasse mia figlia), ho cercato avidamente una qualche forma di condivisione con altri genitori, riscontrando purtroppo una diffusa e preoccupante assenza di consapevolezza.
Ho cercato allora di capire quale fosse il pensiero di chi sta in trincea, gli insegnanti. Ma quando si lavora fuori casa tutto il giorno, in tutt’altro ambiente, i contatti restano limitati a quei brevi momenti concessi nei giorni di “colloquio”.
Grazie al web ho trovato una diversa via di accesso e, da quando ho scoperto il “bestiario matematico”, l’interesse è cresciuto a livello tale che sto andando a ritroso a leggere quasi tutti i Suoi articoli e la maggior parte dei commenti, annotando molti passaggi da cui traggo continuo insegnamento per l’ attività di maestra “clandestina” di mia figlia.

Le dico tutto questo perché non ha idea di quante volte ho ringraziato mentalmente Lei in primis, ma anche gli insegnanti che qui intervengono.
Perciò in questo momento mi sento di esprimere la mia vicinanza, rendendo nel contempo esplicito il mio GRAZIE!

Gianfranco Massi ha detto...

La cosiddetta Unione europea è un paradosso politico della democrazia, se persone come la "baronessa" Ashton possono fregiarsi del titolo di Alto Rappresentante degli Esteri e della Difesa dell'Unione europea.
Che il Presidente del consiglio "non ha niente da dire" mi pare un giudizio sulle presunte intenzioni, visto il marasma entro cui sta navigando il suo governo!

Grazia Dei ha detto...

Gentile Prof. Israel,

non ho niente da dire che non sia già stato detto benissimo dagli altri, ma voglio esserci per associarmi al dolore e allo sgomento per ciò che è avvenuto a Tolosa e sta avvenendo anche in Italia(liste di "proscrizione") e per testimoniare la mia vicinanza a tutti i cittadini di religione o tradizione ebraica e a lei in particolare.
Oggi a scuola ho fatto il mio piccolo "momento della memoria" (dopo essermi astenuta dalla retorica delle celebrazioni di routine del 27 Gennaio, come già detto in altri post) raccontando e cercando di spiegare i fatti agli alunni. Speriamo che qualcosa rimanga...